Perché mi candido a Rettore dell'Università di Genova
“Perché l’Università di Genova dev’essere l’istituzione di riferimento della nostra società, in grado di generare i valori essenziali di competenza, educazione, etica, inclusione sociale, innovazione e sostenibilità."
Per questo voglio rappresenti la locomotiva di un territorio in grado di affrontare le sfide del nostro tempo, di innovare senza dimenticare le proprie radici, di essere al tempo stesso luogo di sapere, comunità di persone e agente di cambiamento”
LETTERA AGLI ELETTORI
“[…] Ritengo necessario, al di là delle molte ed importanti proposte contenute nei programmi di tutti e quattro i candidati, ricreare quello spirito di comunità per cui tutte e tutti si sentano coinvolti e partecipi “del progetto”.
Antonio Uccelli
Ciao,
sono Antonio Uccelli
Ho 61 anni e sono sposato con Michele, una donna americana fantastica che è sempre stata al mio fianco nei molti momenti difficili della vita e che mi supporta (sopporta?) anche in questa decisione.
Ho un figlio, Cesar, colombiano, di cui sono enormemente orgoglioso per il percorso travagliato ma di grande spessore umano che lo ha reso più forte e felice.
Adoro i cani e sono fedele ai boxer che mi sono vicini da 30 anni, facendomi felice ogni volta che torno a casa.
Il mio lavoro
Faccio il medico, il neurologo, un mestiere che ho fatto per molti anni con grande passione, occupandomi soprattutto di malattie degenerative come la sclerosi multipla, cercando di unire alla competenza anche una grande dose di umanità dimostrando grande empatia nei rapporti umani.
Alla passione per la medicina, ho sempre associato la passione per la ricerca, spinto dalla curiosità di capire le cause delle malattie neurologiche e come curarle.
Negli anni, il lavoro con tante persone ha rafforzato la passione per la ricerca e mi ha insegnato il metodo di lavoro e come sviluppare la capacità di lavorare in gruppo. Ho anche avuto la fortuna di avere allievi cui ho trasmesso la stessa passione per la medicina e per la ricerca e che hanno saputo fare tesoro degli insegnamenti crescendo e diventando ottimi medici e ricercatori.
Di recente ho avuto l’opportunità di svolgere un ruolo gestionale di organizzazioni complesse ed ho scoperto che trovo gratificante lavorare perché il sistema funzioni e gli altri abbiano successo”.
Per questo qualcuno ha detto che sono un buon “enzima” capace di ottenere il meglio dalle persone.
Le mie passioni
Nella vita metto passione, curiosità, entusiasmo e cura nelle relazioni umane partendo dal presupposto che ogni persona ha dei talenti che deve mettere al servizio non solo dei propri obiettivi ma anche degli altri, in primis della famiglia e della propria comunità.
Ho molti hobbies ed una vita piena di interessi. Mi piace la natura e soprattutto la montagna che esploro, con incanto, in sella ad una mountain bike (ormai assistita 😉).
Amo la buona cucina e soprattutto il buon vino con una menzione particolare per la barbera ed i bianchi friulani. La musica progressive (soprattutto i Genesis) e della west coast è stata la colonna sonora della mia gioventù ed i R.E.M. e David Sylvian mi hanno accompagnato negli anni successivi.
Amo il calcio che ho praticato con risultati modestissimi ed ho una fede che non dichiaro (ma è facilmente scopribile per chi mi riconosce tutte le domeniche a Marassi) ma che non mi ha mai indotto a godere delle disgrazie altrui (anche perché ho un fratello ed una sorella che fremono per un’altra bandiera).
Cosa ho fatto per UniGe
Ho diretto per 7 anni (2012-2019) il Centro di Eccellenza per la ricerca biomedica (CEBR), una struttura equiparata ad un dipartimento universitario dotato di autonomia finanziaria, personale tecnico-amministrativo cui afferivano oltre 50 docenti della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche e della Scuola Politecnica.
Sono stato il coordinatore del curriculum “Neuroscienze cliniche e sperimentali” del Dottorato di Neuroscienze dal 2014 al 2019.
Ho coordinato la Scuola di specializzazione in Neurochirurgia dal 2012 al 2015.
Sono stato parte della Commissione Ricerca durante il rettorato del Prof. Paolo Comanducci.
Nel 2022 sono stato nominato Direttore Scientifico del Partenariato Esteso di Neuroscienze e Neurofarmacologia intitolato “A multiscale integrated approach to the study of the nervous system in health and disease” (MNESYS) finanziato nell’ambito dell’azione M4C2 del PNRR con € 114.000.000, di cui l’Università di Genova è l’ente capofila ed ha coinvolto 25 enti fondatori, di cui 12 Università pubbliche, e, attraverso i bandi a cascata, altri 55 enti tra Università pubbliche e private, IRCCS, enti di ricerca e PMI.
Promuovere il ruolo di riferimento dell'Ateneo
Il mio obiettivo primario è quello di dare all’Università di Genova la consapevolezza del ruolo di guida di una società in grado di avere un impatto sui processi e sulle scelte, sia rispetto alla comunità universitaria che alle studentesse e agli studenti, alle istituzioni e al mondo imprenditoriale del territorio nonché di confrontarsi con i più importanti atenei nazionali ed internazionali.
Ogni azione e proposta è basata su quattro principi fondamentali
I principi fondamentali su cui si baserà una leadership condivisa dell’Ateneo sono quelli della condivisione, della discussione trasparente, dell’impegno etico e dell’assunzione di responsabilità rispetto alle scelte necessarie per raggiungere gli obiettivi contenuti nel programma.
Questo deve avvenire creando un forte senso di appartenenza all’istituzione da parte di tutte le persone che fanno parte della nostra comunità, studentesse e studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti per stimolare l’orgoglio di studiare e aver studiato all’Università di Genova e di lavorarci.
Appartenenza
Responsabilità
Trasparenza
Etica
Una leadership condivisa per un'UniGe di tutti
Questo programma elettorale rappresenta certamente la mia visione dell’Università come Istituzione e degli obiettivi che intendo realizzare per l’Università di Genova, se eletto, ma rappresenta anche la sintesi del contributo di molte persone, docenti, personale tecnico-amministrativo e studentesse e studenti, che ho incontrato in questi mesi e che hanno voluto offrire idee e suggerimenti, talora anche con critiche costruttive, alla creazione di un progetto plurale e condiviso ispirato ad un modello di leadership partecipata.
Il Confronti tra i candidati per la corsa al rettorato UniGe 2026
Ho partecipato al confronto di Primocanale tra i candidati rettori dell’Università di Genova: ho avuto modo di esprimere la mia visione e ciò che vorrei portare all’UniGe.
La mia visione in un'intervista
A Radar11 ho raccontato un po’ di me e delle mie esperienze professionali, per poi parlare delle idee, dei valori e delle azioni che hanno dato vita al mio programma “UniGe al Futuro”.
L’università di tutti
Viviamo un tempo di cambiamenti profondi che interrogano il ruolo dell’Università nella società. A fronte delle sfide globali, culturali, tecnologiche, ambientali, economiche, e locali, calo demografico, complessità del contesto economico-territoriale, l’Ateneo deve riaffermare con forza il proprio ruolo di guida, non solo nella produzione e diffusione del sapere, ma anche come riferimento etico, motore di sviluppo economico, innovazione e promotore di cittadinanza attiva.
Il mio programma, la sintesi di molte voci
Questo programma nasce da un confronto ampio con la comunità universitaria, ed è fondato su alcuni principi irrinunciabili: la centralità delle persone, la qualità della formazione e della ricerca, l’innovazione responsabile, la valorizzazione del merito, l’internazionalizzazione, e il dialogo con il territorio e le istituzioni.
I punti del mio programma per l'Università di Genova 2026
Identità e ruolo nella Società
L’Università deve riaffermare il proprio ruolo di riferimento culturale, etico, scientifico e tecnologico, consolidando il dialogo con le Istituzioni, il mondo produttivo e il contesto territoriale, nazionale e internazionale.
- Creazione di un forte legame con le istituzioni e le imprese per co-progettare iniziative di innovazione e impatto sociale.
- Promozione del ruolo pubblico dell’Ateneo attraverso azioni di divulgazione, terza missione e public engagement.
- Valorizzazione del contributo dell’Ateneo nei grandi temi globali (transizione ecologica, intelligenza artificiale, salute, inclusione sociale).
Comunità e senso di appartenenza
Una comunità universitaria coesa, consapevole del proprio ruolo e coinvolta nei processi decisionali è condizione indispensabile per una governance efficace e condivisa.
- Rafforzamento del principio di delega e responsabilizzazione diffusa, promuovendo la partecipazione attiva a tutti i livelli.
- Iniziative volte a promuovere il senso di appartenenza e la cura delle relazioni interne, anche attraverso spazi di ascolto e confronto.
- Valorizzazione della comunicazione interna per la condivisione degli obiettivi e la trasparenza dell’azione istituzionale.
Formazione, ricerca, terza missione
La qualità della didattica, della ricerca e dell’attività di terza missione, resta al centro della missione universitaria. È necessario consolidare l’eccellenza esistente e innovare nei contenuti, nei metodi e nelle strutture.
- Promozione della didattica interdisciplinare, della cross-ibridazione e dell’innovazione pedagogica.
- Potenziamento dei dottorati di ricerca, anche internazionali, come motore dell’innovazione e della competitività.
- Supporto mirato alla ricerca di base e applicata, rafforzando le infrastrutture e i servizi di supporto ai ricercatori.
- Implementazione di un piano strategico di terza missione dell’Ateneo.
Merito, attrattività e reputazione internazionale
Un’università competitiva è un’università capace di attrarre e trattenere i migliori talenti, a tutti i livelli, valorizzando il merito e promuovendo pari opportunità.
- Sviluppo di politiche strutturate per la valorizzazione del merito in ogni fase della carriera accademica e amministrativa.
- Rafforzamento delle politiche di internazionalizzazione, in entrata e in uscita, per studentesse e studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo
- Iniziative mirate ad aumentare la visibilità e la reputazione dell’Ateneo nel panorama internazionale.
UniGe come motore di sviluppo territoriale
L’Ateneo deve essere leva strategica di crescita per il proprio territorio, contribuendo a uno sviluppo sostenibile, innovativo e inclusivo.
- Supporto alle politiche di innovazione, in collaborazione con imprese, istituzioni ed organizzazioni civiche
- Rafforzamento della terza missione, con focus su impatto sociale, valorizzazione della conoscenza e imprenditorialità accademica.
- Progetti di rigenerazione urbana e culturale in sinergia con il territorio e gli attori locali.
Innovazione e semplificazione
L’efficacia dell’azione universitaria dipende anche dalla qualità dei processi gestionali e amministrativi. Servono strumenti agili, trasparenti, orientati al servizio e all’innovazione.
- Revisione e semplificazione dei processi amministrativi, con il pieno coinvolgimento del personale tecnico-amministrativo.
- Investimenti mirati alla transizione digitale e alla formazione del personale.
- Creazione di un sistema di monitoraggio trasparente dell’efficienza gestionale, con obiettivi misurabili.
Etica, valori e sostenibilità
Ogni azione dell’Ateneo deve essere guidata da un impianto valoriale saldo, orientato all’inclusione, alla giustizia, alla sostenibilità sociale e ambientale.
- Promozione di azioni basate su principi etici chiari e condivisi.
- Promozione attiva della sostenibilità ambientale nei comportamenti, nelle infrastrutture e nelle attività di ricerca.
- Attenzione costante al benessere psicofisico della comunità accademica e tecnico-amministrativa.
Realizziamo insieme una nuova UniGe
Scrivimi le tue idee su come migliorare la nostra università.